Riservato alle biciclette

Comunicato stampa Primo piano

La disponibilità di posteggi per bici in un contesto urbano è ancora un problema di grande rilievo. Nonostante vi sia più di una norma, locale o nazionale, che solleciti un maggiore grado di articolazione e diffusione della rete di stalli, soprattutto in prossimità di luoghi di aggregazione, la presenza di biciclette attaccate a pali e alberi rende evidente la forte lacuna attuativa di servizi di sosta in grado di rispondere ad una domanda significativamente alta.

Otre alla disponibilità di spazi, spesso si riscontrano tipologie di dotazioni più di tipo ornamentale che funzionale, non in grado cioè di accogliere di alcun “velocipede”. Abbiamo selezionato 4 esempi che rendono chiara la situazione.

  1. Ospedale – All’interno dell’area di uno degli ingressi all’accettazione mancano completamente le rastrelliere, per cui coloro che arrivano in bici devono cercare qualsiasi cosa per poter mettere in sicurezza il proprio mezzo. E i pochi pali o le ringhiere sono spesso insufficienti, mentre nell’intorno abbondano auto in rapida e continua rotazione per accompagnare i pazienti meno abili a raggiungere l’ingresso in autonomia.
  2. Supermercato, esterno – L’assenza totale di stalli costringe gli utenti, che pur arrivano utilizzando la bici, a parcheggiare lungo le ringhiere, ai pali dei tabelloni, ai pluviali degli edifici quando possibile, oppure a lasciare il mezzo appoggiato alle vetrine, nel tentativo di tenerlo un po’ a vista dall’interno.
  3. Supermercato, interno – Anche i monopattini, elettrificati o meno, sono mezzi a due ruote. Più facili da portare con sé, seppur non sempre possibile. Quando non ci sono spazi presidiati di alcun tipo, c’è chi, evidentemente con la presunta benevolenza del personale del punto vendita, porta il mezzo all’interno, lasciandolo magari parcheggiato in un posto dove non arrechi fastidio al passaggio né ostacoli gli acquisti.
  4. Esercizi commerciali – La tipologia di stalli e la loro collocazione alcune volte ne rendono impossibile l’utilizzo. Nella foto una classica rastrelliera a “scolapiatti” posizionata in aderenza alla parte dell’edificio dove nessuno potrà mai posteggiare la bicicletta, non essendoci il franco di sporgenza di cui ha bisogno la ruota per poter essere inserita nell’alloggiamento.

Quattro situazioni molto diffuse, e saltate all’attenzione di OSMOCI, che dovrebbero far riflettere circa la qualità dei servizi messi a disposizione dell’utenza vulnerabile della strada, quella che pedala.

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