Il contesto

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Sviluppando l’esperienza acquisita con l’istituzione dell’osservatorio ELTIS (l’Osservatorio Europeo sulla Mobilità) e del relativo progetto sullo sviluppo di un insieme di indicatori comuni sulla mobilità urbana, la Corte dei Conti europea  nella sua RELAZIONE SPECIALE del mese di maggio del 2020 raccomanda alla Commissione di proporre una normativa che imponga agli Stati membri di raccogliere e presentare con cadenza regolare dati sulla mobilità urbana e sull’adozione dei PUMS in tutti i nodi urbani dell’UE. Sulla base dei dati che gli Stati membri sono tenuti a presentare, la Corte chiede alla Commissione di riferire regolarmente in merito ai progressi compiuti dagli Stati membri e dai nodi urbani nel rendere maggiormente sostenibile la mobilità urbana, con termine ultimo entro il 2024. Da dette raccomandazioni, nasce l’idea di un Osservatorio sulla Mobilità Ciclistica (OSMOCI) per fungere da collettore della rete di operatori presenti su territorio nazionale anche al fine di sviluppare indicatori di mobilità (come il modal share ciclistico) in grado di delineare dinamiche nazionali, nella cornice di un quadro europeo di rilevamento e di riferimento.

OSMOCI ha preso corpo all’interno del Corso di Formazione post-universitario dell’Università degli Studi di Verona, e in particolare di perfezionamento e aggiornamento in: “Esperto promotore della mobilità ciclistica – EPMC“. Giunto alla sua decima edizione con la consegna di 230 diplomi, il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura professionale di raccordo tra pianificatori, progettisti, portatori di interesse, operatori economici e turistici, politici ed amministratori, al fine di promuovere la mobilità ciclistica.

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