Dieci milioni per la mobilità ciclistica

Primo piano

È del 2022, istituito con Legge n. 179, il fondo destinato allo sviluppo di ciclovie urbane intermodali, come individuate ai sensi della legge 2/2018. Il 7 febbraio scorso è stato pubblicato il decreto interministeriale n. 254 del 06/10/2023 che ne stabilisce le modalità di erogazione e di attribuzione dando agli Enti locali ammessi al finanziamento 60 giorni, ovvero entro il 7 aprile, per le richieste.

In particolare possono presentare istanza per accedere al fondo i comuni, le città metropolitane e le unioni di comuni che hanno approvato in via definitiva uno strumento di pianificazione (come il BICIPLAN) dal quale si evince la volontà dell’ente di procedere allo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana.

Il Ministero procederà alla valutazione delle istanze presentate, secondo un ordine cronologico di arrivo, finanziandole fino a concorrenza delle risorse disponibili, pari a 2 milioni di euro per l’anno 2023 e 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

Il costo totale del singolo progetto deve risultare almeno pari a euro 500.000,00 e non superare l’importo massimo di euro 1.000.000,00. Qualora l’importo richiesto sia maggiore di euro 1.000.000,00, il soggetto che ha presentato la domanda deve attestare la copertura della restante parte del costo con ulteriori finanziamenti.

Per i progetti sono ammissibili le spese di seguito indicate: spese tecniche documentate risultanti dal livello di progettazione approvato e spese documentate per lavori e forniture risultanti dal livello di progettazione approvati ai sensi del Codice degli appalti, oltre che spese documentate per attività di promozione degli interventi previsti nel progetto.

A fare due conti, è evidente che non potranno essere finanziate molte infrastrutture, considerando il costo a ml di una pista ciclabile (se fosse 100,00 € sarebbero 100 km di piste in Italia). Ma, dovendo cmq predisporre un progetto del valore di almeno 500 mila e massimo 1 milione, potrebbe essere interessante puntare su tutte quelle dotazioni di sostegno alle infrastrutture che solitamente sfuggono all’attenzione dei richiedenti e che lungamente sono state oggetto di attenzione dell’Osservatorio sulla mobilità ciclistica (OSMOCI), soprattutto stalli ed elementi di arredo e sicurezza (presidio meccanico e segnaletica).

Condividi con: