9/26 – Via Luisa D’Annunzio, contabici spento

Contabici Primo piano

PESCARA – Uno dei sette contabici di Pescara a settembre non ha risposto all’appello. Il dispositivo di via Luisa D’Annunzio, al momento della rilevazione del 15 settembre, era spento. Nessun dato giornaliero, dunque, e nessuna possibilità di aggiornare il progressivo, che per OSMOCI resta fermo all’ultima lettura disponibile del 17 agosto: 76.165 passaggi.

Non è soltanto una casella vuota nella tabella. Una rete di monitoraggio acquista valore se riesce a garantire continuità alle rilevazioni e, quando un dispositivo smette di funzionare, il problema riguarda la qualità stessa dell’informazione raccolta. A luglio c’è stata una situazione analoga sul Lungomare Nord, successivamente tornato operativo. È quindi opportuno richiamare l’attenzione sulla manutenzione dei sette dispositivi, affinché il patrimonio di dati che stanno progressivamente costruendo non venga indebolito da interruzioni evitabili.

Con questa necessaria premessa, il rilevamento di settembre restituisce comunque un quadro interessante. Le sei postazioni funzionanti hanno registrato complessivamente 3.537 passaggi dalla mezzanotte al momento della lettura. Ad agosto ne avevamo contati 4.225, ma allora erano disponibili tutte e sette le postazioni. Il confronto fra i due totali sarebbe quindi improprio: a settembre manca via Luisa D’Annunzio, che il 17 agosto aveva registrato 325 passaggi.

La differenza, tuttavia, non si spiega soltanto con il contabici spento. Guardando una per una le sei postazioni confrontabili emerge una dinamica piuttosto netta, ma non uniforme: a diminuire sono soprattutto i passaggi rilevati lungo la costa, mentre crescono quelli registrati nelle postazioni più interne.

Il Lungomare Nord passa dai 1.635 transiti di agosto ai 1.228 di settembre e il Lungomare Sud da 935 a 638. Insieme perdono 704 passaggi rispetto alla precedente rilevazione. In direzione opposta si muovono invece le altre quattro stazioni confrontabili: Valle Roveto sale da 528 a 672, via Leopoldo Muzii da 471 a 581, via Aldo Moro da 175 a 220 e via Enzo Tortora (Pendolo) da 156 a 198.

È probabilmente questo il dato più interessante del mese. Più che parlare genericamente di una diminuzione della mobilità ciclistica – conclusione che sette punti di osservazione, peraltro, non consentirebbero – possiamo registrare una flessione molto marcata della componente costiera del campione, accompagnata da un aumento nelle quattro postazioni interne. Potrebbe essere uno dei primi segnali del passaggio dalla mobilità estiva, fortemente orientata verso il lungomare, a una mobilità più propriamente urbana. È un’ipotesi da verificare con le prossime rilevazioni, non una conclusione.

A settembre il Lungomare Nord rappresenta comunque il 34,7% dei passaggi rilevati, seguito da Valle Roveto con il 19%, Lungomare Sud con il 18% e Muzii con il 16,4%. Aldo Moro pesa per il 6,2% ed Enzo Tortora per il 5,6%. Le percentuali sono naturalmente calcolate sulle sole sei postazioni per le quali il 15 settembre è stato possibile acquisire il dato.

Anche il progressivo annuale richiede questa volta una precisazione. Sommando i valori aggiornati delle sei stazioni funzionanti e l’ultima lettura disponibile di via Luisa D’Annunzio si arriva a 1.421.766 passaggi. Ma quello di settembre deve essere considerato un “totale minimo noto”, non il progressivo effettivamente raggiunto dalla rete: per via Luisa D’Annunzio conosciamo infatti soltanto il valore registrato il 17 agosto e non sappiamo quanti passaggi siano stati conteggiati successivamente, né se il dispositivo li abbia memorizzati prima di spegnersi.

Ed è proprio qui che il piccolo guasto assume un significato più generale. Un contabici spento non significa che le biciclette non siano passate: significa che, almeno temporaneamente, abbiamo smesso di misurarle. Se questi dispositivi devono servire a conoscere nel tempo l’uso delle infrastrutture ciclabili, la continuità di funzionamento diventa parte integrante del sistema. Installare un contatore è il primo passo; verificarlo, mantenerlo funzionante e intervenire rapidamente quando si ferma è quello successivo.

Nel giro di rilevazione ho incontrato, peraltro, anche una piccola nota positiva sul fronte della manutenzione. In via Alento una spazzatrice stava percorrendo e pulendo la pista ciclabile. Potrebbe sembrare una non-notizia, e in effetti dovrebbe esserlo. Ma fuori dagli itinerari del lungomare non è così frequente incontrare un mezzo impegnato specificamente nella pulizia di una pista ciclabile. Registriamo quindi volentieri anche questo: la manutenzione della ciclabilità passa dalle grandi opere, ma soprattutto da operazioni ordinarie come pulizia, sfalcio, ripristino della segnaletica e rimozione degli ostacoli.

Il rilevamento arriva, non casualmente, alla vigilia della Settimana Europea della Mobilità, in programma dal 16 al 22 settembre. È il periodo dell’anno nel quale la mobilità sostenibile torna con maggiore evidenza nel dibattito pubblico, attraverso iniziative, manifestazioni e campagne di sensibilizzazione.

Forse, però, un contabici spento e una spazzatrice al lavoro ci ricordano qualcosa di ancora più semplice. La mobilità ciclistica non si costruisce soltanto durante una settimana e non si esaurisce con la realizzazione di una pista. Le infrastrutture vanno osservate, misurate, mantenute e curate nel tempo.

Anche questo significa prendere sul serio le biciclette come mezzo di trasporto.

Trovi tutti i dati qui: Contabici Pescara

 

 

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