PESCARA – La foto di copertina di questo articolo è dedicata al totem contabici del lungomare nord, il più performante della rete di monitoraggio della mobilità ciclistica di Pescara, uno degli investimenti più visibili realizzati dal Comune nell’ambito del progetto PESOS (Pescara Sostenibile) per monitorare la mobilità ciclistica. Da almeno una decina di giorni è completamente spento e, nonostante le ripetute segnalazioni all’Amministrazione comunale, il guasto non è stato ancora risolto. Non è un dettaglio secondario: quel dispositivo rappresenta uno dei principali punti di osservazione dei flussi ciclistici cittadini e la sua indisponibilità compromette inevitabilmente la completezza del monitoraggio.
Il rilievo effettuato il 15 luglio registra complessivamente 2.671 passaggi nelle sei postazioni funzionanti. Un dato che, proprio per l’assenza del contabici del lungomare nord, non può essere confrontato direttamente con quelli dei mesi precedenti. Prima del guasto, il totem aveva già superato i 300.000 transiti complessivi, confermandosi il dispositivo più utilizzato dell’intera rete. È quindi ragionevole ritenere che il numero reale delle biciclette transitate in città nella giornata del rilievo sia stato sensibilmente più elevato.
Pur con questa importante limitazione, i dati restituiscono comunque un quadro ormai consolidato della mobilità ciclistica pescarese. Il lungomare sud diventa questa volta la principale direttrice cittadina con 870 passaggi, pari al 32,6% del totale rilevato. Alle sue spalle si colloca la pista ciclabile dell’argine di via Valle Roveto, con 631 biciclette (23,6%), che supera via Leopoldo Muzii, ferma a 518 passaggi (19,4%). Seguono le stazioni di via Luisa D’Annunzio (268), via Aldo Moro (199) e il Pendolo (185), tutte sostanzialmente in linea con il peso che già rivestono nello storico delle rilevazioni.
Il sorpasso di via Valle Roveto su via Muzii non va probabilmente interpretato come un cambiamento strutturale, ma conferma come l’asse che collega la città con l’ospedale e la parte occidentale rappresenti ormai una direttrice ciclabile di primaria importanza di collegamento con il presidio sanitario.
Più in generale, dopo oltre 569.000 passaggi complessivamente registrati dall’intera rete (senza la stazione del lungomare nord), la geografia e il peso dei flussi appaiono definiti.
Ma il monitoraggio dei contabici racconta anche altro. Per raggiungere periodicamente le diverse stazioni di rilevamento è necessario attraversare buona parte della rete ciclabile cittadina, e ogni sopralluogo offre l’occasione per osservare direttamente lo stato dei percorsi. Anche questo mese, purtroppo, il tragitto è stato accompagnato da immagini che parlano da sole: accumuli di rifiuti lungo il collegamento ciclopedonale del ponte sul fiume, vegetazione non gestita che invade gli spazi destinati alla mobilità attiva, altri episodi di abbandono in prossimità dell’asse del Pendolo. Situazioni già osservate in passato e che continuano a ripresentarsi, soprattutto nelle aree più periferiche o meno frequentate.
In questo senso i contabici non misurano soltanto il numero delle biciclette. Diventano punti di riferimento di un osservatorio diffuso sulla qualità della rete ciclabile e sul livello di manutenzione dello spazio pubblico. I numeri confermano che i pescaresi continuano a scegliere la bicicletta; le immagini ricordano invece che le infrastrutture dedicate hanno bisogno della stessa continuità di attenzione che ogni giorno dimostrano i loro utenti.
Ripristinare rapidamente il contabici del lungomare nord significa recuperare un tassello fondamentale della serie storica dei dati, ma anche riaffermare il valore di un sistema di monitoraggio che, se mantenuto efficiente, rappresenta uno strumento prezioso per comprendere l’evoluzione della mobilità ciclistica cittadina e orientare le future scelte di pianificazione.
Giancarlo Odoardi – Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica (EPMC)



