6/26 – Pescara in bicicletta cresce. La rete un po’ meno.

Contabici Primo piano

PESCARA – Il monitoraggio del 15 giugno 2026 registra 3.510 passaggi complessivi rilevati dai sette contabici installati a Pescara. Come sempre, il dato si riferisce ai transiti accumulati dalla mezzanotte fino al momento del rilievo, effettuato nella fascia oraria tra le 14 e le 15. È il valore più alto della serie che stiamo seguendo in questi mesi.

Naturalmente il bel tempo e la stagione hanno il loro peso. Sarebbe scorretto ignorarlo. Ma sarebbe altrettanto riduttivo attribuire tutto a questo fattore.

Monitoraggio dopo monitoraggio emerge infatti una realtà che sembra ormai consolidarsi: la bicicletta sta assumendo un ruolo sempre più stabile nella mobilità urbana della città.

Il lungomare continua a guidare i flussi

Con 1.168 passaggi, il Lungomare nord si conferma la direttrice più frequentata, rappresentando oltre un terzo del traffico rilevato. È una situazione quasi inevitabile. Questo asse svolge contemporaneamente più funzioni: percorso urbano quotidiano, tratto della Bike to Coast regionale e segmento della Ciclovia Adriatica di Bicitalia. Ma proprio questa concentrazione pone una domanda che prima o poi dovrà entrare nel dibattito cittadino.

Quanto può ancora crescere il traffico ciclistico prima che emergano problemi di saturazione degli spazi disponibili?

Chi percorre quotidianamente il lungomare conosce già la convivenza, non sempre semplice, tra biciclette, pedoni, runner, famiglie e cicloturisti. Se la domanda continuerà ad aumentare, anche l’infrastruttura dovrà inevitabilmente essere ripensata.

La vera novità arriva dalle direttrici interne

C’è però un altro dato che merita forse ancora maggiore attenzione. L’argine di via Valle Roveto raggiunge 642 passaggi, via Leopoldo Muzii 542, mentre il Lungomare sud arriva a 588 transiti. Sono numeri che disegnano una rete che non vive più soltanto sul fronte mare ma che viene utilizzata anche per gli spostamenti quotidiani, verso la Strada Parco, verso l’ospedale e lungo collegamenti che stanno assumendo una funzione sempre più importante.

Poi si esce dai numeri e si guarda la realtà

Ed è qui che nasce una certa dissonanza. Durante il monitoraggio sono state documentate alcune situazioni che parlano da sole. Lungo via Valle Roveto, proprio su uno degli assi che registra una crescita significativa dei flussi, la presenza di rifiuti e una manutenzione ridotta al solo sfalcio della vegetazione restituiscono un’immagine poco coerente con l’importanza del percorso. Il collegamento tra il ponte ciclopedonale e la pista del lungofiume sud versa in condizioni di evidente trascuratezza, con vegetazione invasiva e rifiuti accumulati in uno dei raccordi più delicati della rete. Alla rotatoria di via Aterno, la continuità dell’infrastruttura ciclabile appare ormai fortemente compromessa. La pista si interrompe di fatto in un nodo che dovrebbe invece garantire sicurezza e leggibilità del percorso. Anche il Pendolo, in alcuni suoi tratti storici, mostra condizioni che meriterebbero un intervento di riqualificazione e manutenzione più attento.

Non è soltanto un problema di decoro

Ridurre tutto a una questione estetica sarebbe un errore. Pulizia, manutenzione ordinaria, continuità dei percorsi, leggibilità degli attraversamenti e qualità dello spazio pubblico sono elementi che incidono direttamente sulla sicurezza e sull’efficacia della rete. I dati OSMOCI stanno progressivamente dimostrando che la domanda di mobilità ciclistica esiste ed è in crescita. Le immagini raccolte sul territorio suggeriscono invece che, almeno in alcuni punti, la qualità dell’infrastruttura non sta crescendo con la stessa velocità.

I contabici stanno raccontando una storia da non sottovalutare

Con oltre 637 mila transiti complessivamente registrati, il monitoraggio costruisce ormai un patrimonio informativo di grande interesse. Non serve utilizzarlo per alimentare contrapposizioni. Può invece diventare uno strumento utile per individuare priorità, programmare manutenzioni, riconoscere i nodi strategici e orientare gli investimenti futuri. Perché il messaggio che emerge da questi mesi di rilevazioni è piuttosto semplice. La bicicletta a Pescara non sembra più un fenomeno marginale o confinato al tempo libero. Sta diventando una componente stabile della mobilità urbana. E proprio per questo merita infrastrutture che siano all’altezza della domanda che, giorno dopo giorno, i contabici continuano silenziosamente a registrare.


Le fotografie pubblicate a corredo di questo articolo sono state raccolte durante il monitoraggio del 15 giugno 2026 e documentano lo stato di alcuni tratti della rete ciclabile urbana: via Valle Roveto, il raccordo tra il ponte ciclopedonale e la pista del lungofiume sud, la rotatoria di via Aterno e un tratto del Pendolo.

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