PESCARA – Nel monitoraggio del 18 maggio 2026, effettuato come di consueto nella prima fascia pomeridiana, i contabici di Pescara registrano 2.691 transiti giornalieri complessivi. Come nei rilievi precedenti, il dato rappresenta il numero di passaggi accumulati dalla mezzanotte, quando i contatori parziali vengono azzerati.
La giornata, caratterizzata da condizioni meteo favorevoli e temperature ormai pienamente primaverili, restituisce il valore più elevato degli ultimi monitoraggi. Rispetto al rilevamento di aprile, quando i transiti si erano attestati a 1.799, l’incremento supera il 49%.
Il lungomare cresce ancora – Il dato più rilevante riguarda il Lungomare nord, che raggiunge 877 passaggi, pari al 32,59% del totale giornaliero. Il valore conferma il ruolo centrale dell’asse costiero nella mobilità ciclistica cittadina e turistica. Ma il dato pone anche un tema infrastrutturale. La pista ciclabile del lungomare rappresenta infatti:
- un asse urbano locale,
- un segmento della Bike to Coast regionale,
- e, più in generale, un tratto della Ciclovia Adriatica di Rete Bicitalia.
In altre parole, non si tratta più soltanto di una pista di quartiere o destinata al tempo libero, ma di un’infrastruttura che intercetta mobilità urbana, cicloturismo e percorrenze di attraversamento.
Con questi volumi di traffico, soprattutto nei mesi più favorevoli, si avvicina il tema della saturazione degli spazi disponibili, in particolare nei tratti dove convivono massicci usi urbani collegati agli stabilimenti e flussi turistici di transito, inducendo l’idea non più remota di un upgrade dimensionale.
Crescono anche le direttrici interne – Accanto al lungomare, il monitoraggio mostra una crescita molto evidente delle direttrici urbane interne. Via Leopoldo Muzii raggiunge 458 passaggi (17,02%), confermandosi uno dei principali collegamenti con la Strada Parco, asse ciclabile strategico di penetrazione urbana. Molto significativo anche il dato dell’Argine di Via Valle Roveto, con 432 transiti (16,05%), direttrice che svolge una funzione importante di connessione con il presidio sanitario ospedaliero. Entrambe le stazioni risultano sostanzialmente raddoppiate rispetto ai valori osservati nei mesi precedenti, segno di una mobilità che si consolida anche negli spostamenti quotidiani e non esclusivamente lungo la costa.
In crescita anche il lungomare sud – Il Lungomare sud arriva a 421 passaggi (15,64%), un valore ormai vicino a quelli delle grandi direttrici interne.
Nel complesso, il quadro restituisce una rete più distribuita rispetto ai primi monitoraggi: non esiste più un unico asse dominante, ma una pluralità di direttrici che iniziano a sostenere quote consistenti di traffico ciclistico.
Il nodo della manutenzione – Proprio la crescita dei flussi rende però più evidente il tema della manutenzione ordinaria delle infrastrutture. In particolare, lungo alcuni tratti dell’argine di Via Valle Roveto e nei collegamenti ciclopedonali verso il lungofiume sud, si registrano condizioni di evidente trascuratezza:
- sfalci lasciati sul posto (poi li porta via il vento),
- presenza diffusa di rifiuti (non rimossi nè prima né dopo),
- vegetazione invasiva,
- accumuli lungo i bordi delle piste.
Le immagini raccolte durante il monitoraggio mostrano situazioni che non riguardano solo il decoro urbano, ma anche la qualità percepita e la sicurezza degli itinerari. Tra i punti più critici, di collegamenti tra i punti di monitoraggio, emerge il raccordo del ponte ciclopedonale intitolato a Stella D’Amico, nel collegamento con la pista lungo il fiume lato sud, dove il percorso appare in condizioni di sostanziale abbandono, nonostante rappresenti uno snodo importante della rete.
Una rete sempre più utilizzata – Il dato cumulato complessivo supera ora i 500 mila transiti, confermando una crescita costante dell’utilizzo della bicicletta in città. La tendenza che emerge dai monitoraggi degli ultimi mesi appare abbastanza chiara:
- con il miglioramento delle condizioni stagionali aumentano i flussi,
- ma cresce anche l’utilizzo delle direttrici interne,
- segno che la bicicletta viene impiegata sempre più come modalità ordinaria di spostamento.
Proprio per questo il tema non riguarda più soltanto la realizzazione delle infrastrutture, ma anche:
- la loro capacità di reggere carichi crescenti,
- la continuità dei collegamenti,
- e la qualità della manutenzione nel tempo.
Aspetti che, con numeri di questa portata, diventano parte integrante delle politiche della mobilità urbana.




