4 – Quarto rilevamento contabici: la rete tiene, ma cambia ritmo

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PESCARA – Nel rilevamento del 17 marzo, nella consueta fascia oraria 14:00–15:00, i contabici di Pescara registrano 1.349 transiti, un dato solido, che si colloca su un livello medio-alto, in una giornata caratterizzata da tempo variabile ma non freddo.

Il dato più evidente riguarda la distribuzione dei flussi. Il Lungomare nord si conferma asse portante con 396 passaggi (27,73%), ma senza il predominio assoluto che emerge nei dati cumulati. Accanto a questo, si consolidano due direttrici urbane rilevanti:
argine Via Valle Roveto con 291 transiti (20,38%), asse che svolge una funzione strategica di collegamento con l’area dell’ospedale, e Via Leopoldo Muzii con 252 transiti (17,65%), che rappresenta uno degli accessi più collegati con la Strada Parco.

Queste tre stazioni, insieme, rappresentano oltre il 65% del traffico rilevato, ma ciò che emerge è una maggiore equilibratura interna della rete, rispetto a quanto osservato nei dati complessivi.

Il confronto con i valori cumulati evidenzia un elemento interessante: alcune direttrici tradizionalmente forti, come Via Muzii e Valle Roveto, risultano oggi leggermente sotto il loro peso storico. Non si tratta di un calo assoluto, ma di una redistribuzione dei flussi.

Questo suggerisce che, in condizioni meteo non ottimali ma comunque favorevoli, la mobilità ciclistica tende a ridurre la componente strettamente funzionale, legata agli spostamenti sistematici, e a distribuire maggiormente i percorsi sulla rete disponibile. In questo quadro, il ruolo di connessione verso poli attrattori urbani – come l’ospedale nel caso di Valle Roveto e la Strada Parco nel caso di Via Muzii – resta comunque un elemento strutturale della domanda ciclistica.

Il Lungomare, in questo senso, mantiene una funzione mista: infrastruttura di spostamento ma anche spazio di percorrenza più elastico, legato al tempo libero e alle condizioni ambientali.

Permane una fascia di stazioni con valori contenuti: Lungomare sud con 166 transiti (11,62%), Pendolo con 104 (7,28%), Via Aldo Moro con 89 (6,23%) e Via Luisa D’Annunzio con 51 (3,57%).

Qui il tema non è contingente, ma strutturale. Questi dati confermano una polarizzazione della rete ciclabile, con alcune direttrici che faticano a intercettare flussi significativi. Le ragioni possono essere diverse: qualità infrastrutturale, continuità dei percorsi, percezione di sicurezza, connessioni deboli.

Il dato complessivo restituisce l’immagine di una rete che regge anche in condizioni non ideali, mostrando segnali di uso e interesse: la domanda ciclistica esiste, si muove e si adatta. Tuttavia, la distribuzione non è ancora equilibrata.

Questo potrebbe significare due cose: da un lato, l’utilità del sistema di monitoraggio (residuo del progetto PESOS), che consente di leggere dinamiche reali e non percezioni; dall’altro, la necessità di accompagnare questi dati con politiche mirate, capaci di rafforzare i tratti deboli della rete e valorizzare quelli già consolidati.

Il sistema contabici non è solo uno strumento tecnico, ma un dispositivo di lettura della città: misura comportamenti, evidenzia criticità, orienta le scelte. E, soprattutto, restituisce un dato evidente: la bicicletta come componente stabile della mobilità urbana, non più marginale ma ancora non pienamente sostenuta da una rete all’altezza del suo utilizzo.

A seguire il totale dei transiti al 17 marzo 2026

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