Oltre mille passaggi ai contabici a gennaio: le due ruote rallentano, ma non si fermano.

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PESCARA – Dopo la prima fotografia scattata a metà dicembre, il monitoraggio dei flussi ciclistici urbani entra in una nuova fase con il secondo rilevamento effettuato a metà gennaio, che coincide con la ripartenza del nuovo anno e con l’azzeramento dei contatori.

La metodologia resta invariata: rilevazione dei passaggi cumulati dalla mezzanotte fino al primo pomeriggio, in una giornata feriale, nello stesso giorno della settimana (lunedì) e con buone condizioni atmosferiche. La costanza dei criteri di conteggio è un elemento essenziale per rendere i dati confrontabili nel tempo.

Un lunedì pomeriggio d’inverno vale tre quarti di dicembre – Nel complesso, sulle sette stazioni attive in città sono stati registrati 1.034 passaggi, contro i 1.377 rilevati nel precedente monitoraggio di metà dicembre. La riduzione è pari a circa il 25%, osservata a parità di giorno, fascia oraria e condizioni meteo.

Il dato conferma che la mobilità ciclistica urbana risente della stagionalità invernale anche in condizioni favorevoli, ma allo stesso tempo fornisce una misura concreta della sua tenuta: in un lunedì pomeriggio di gennaio, a Pescara circola in bicicletta circa un ciclista su quattro in meno rispetto a fine anno.

Pochi assi concentrano la maggior parte dei flussi – Oltre la metà dei passaggi complessivi (circa il 51%) si concentra su tre sole stazioni: il lungomare nord, via Leopoldo Muzii e l’argine di via Valle Roveto. Una concentrazione che ricalca fedelmente quanto già emerso nel primo rilevamento e che indica una struttura della domanda ciclistica tutt’altro che casuale.

Il lungomare nord si conferma l’asse più frequentato, con 323 passaggi nel pomeriggio, pari a quasi un quarto del totale cittadino. È un dato coerente con il ruolo di corridoio continuo e multifunzionale di questo tracciato, capace di intercettare sia spostamenti quotidiani sia attraversamenti più lunghi. Nei primi giorni del 2026, questa stazione ha già superato i 5.000 passaggi complessivi, segnale di una ripartenza immediata dei flussi.

Le connessioni urbane tengono meglio in inverno – Subito dopo il lungomare nord si collocano via Leopoldo Muzii e l’argine di via Valle Roveto, che insieme totalizzano 378 passaggi, pari a oltre il 36% del totale giornaliero.

Si tratta di direttrici interne con una forte funzione di collegamento: la prima mette in relazione la Strada Parco con il cuore del centro cittadino, la seconda intercetta l’asse città–ospedale. La loro tenuta relativa nel confronto tra dicembre e gennaio rafforza l’ipotesi di una ciclabilità prevalentemente funzionale, meno sensibile alla stagionalità rispetto agli assi costieri.

Lungomare sud e assi secondari: calano i volumi, non il significato – Il lungomare sud, con 120 passaggi, registra valori inferiori rispetto al settore nord e una contrazione più marcata rispetto a dicembre. Il dato è coerente con una minore densità abitativa e con una componente ricreativa che tende a ridursi nei mesi invernali, pur restando significativa in termini assoluti. Tra le stazioni con volumi più contenuti emergono comunque segnali interessanti:

  • via Aldo Moro registra 73 passaggi, un valore non elevato ma rilevante in un contesto di edilizia popolare, dove la bicicletta può rappresentare una reale alternativa di mobilità quotidiana;
  • il Pendolo, con 91 passaggi, conferma il proprio ruolo di asse di attraversamento della zona ovest della città;
  • via Luisa D’Annunzio, con 49 passaggi, si mantiene su valori coerenti con una funzione di collegamento di prossimità e ambientale tra il lungomare e la Riserva Dannunziana.

Una base che inizia a consolidarsi – Con questo secondo rilevamento, il monitoraggio dei contabici supera la dimensione della fotografia isolata e comincia a delineare una prima lettura comparativa, pur restando all’interno di un approccio prudente.

Il calo dei volumi invernali non modifica la geografia della mobilità ciclistica pescarese, ma ne mette in evidenza le differenze: assi più stagionali e assi più resilienti, percorsi legati al tempo libero e direttrici con una chiara funzione urbana.

La prosecuzione del monitoraggio con cadenza mensile, mantenendo invariati criteri e finestre temporali, consentirà nel corso del 2026 di costruire una base conoscitiva semplice e leggibile, utile non solo a “contare le biciclette”, ma a comprendere come e dove la città si muove in bicicletta, anche nei mesi più difficili dell’anno.

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