Bici e monopattini: nel ventaglio dello sharing mobility vale la somma

newsletter Primo piano

Roma, 6 ottobre 2025 – La mobilità condivisa italiana cambia pian piano volto: mentre le biciclette elettriche conquistano le città con una crescita record del 162% in tre anni, i monopattini rallentano dopo la corsa iniziale.

Si è svolta lo scorso 6 ottobre nella suggestiva cornice del Salone delle Conferenze del Campidoglio la presentazione del 9° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, l’appuntamento annuale che fotografa lo stato di salute della mobilità condivisa in Italia. In attesa di conoscere i dati di Pescara, tra l’altro apparsa in alcune slide come città che offre un variegato servizio di vehicle sharing, a seguire un focus su bici e monopattini svolta a partire dall’analisi dei dati emersi, che raccontano un settore in trasformazione dove le biciclette elettriche stanno progressivamente conquistando il primato che fino a pochi anni fa apparteneva incontrastato ai monopattini.

Il boom delle biciclette: +162% in tre anni – La vera protagonista del rapporto 2025 è senza dubbio la bicicletta in sharing. Nel 2024 i noleggi del bikesharing free-floating hanno raggiunto quota 12,2 milioni, un risultato straordinario che rappresenta un incremento del 162% rispetto al 2021 e del 26% rispetto all’anno precedente. Un trend di crescita costante e sostenuto che non accenna a fermarsi.

Le due ruote a pedali (sempre più spesso assistite da motore elettrico) rappresentano oggi circa il 32% del totale dei noleggi del vehicle sharing, una quota che solo pochi anni fa sarebbe stata impensabile. Il segreto di questo successo? L’elettrificazione della flotta. Le e-bike sono cresciute del 18% rispetto al 2023, con oltre 4.500 veicoli in più distribuiti capillarmente nelle principali città italiane.

Milano guida la classifica con oltre 10.000 biciclette elettriche disponibili, seguita da Roma con circa 7.000 veicoli e Bologna con 2.700. Sono numeri che testimoniano come le amministrazioni locali stiano puntando sempre più su questa forma di mobilità sostenibile, incentivandone la diffusione attraverso politiche urbane dedicate e investimenti in infrastrutture ciclabili.

Monopattini: dalla corsa al consolidamento – Se le biciclette volano, i monopattini elettrici vivono invece una fase di maturità e razionalizzazione. Dopo essere stati il vero motore della sharing mobility nel biennio 2020-2022, quando invasero letteralmente le strade delle città italiane, oggi i monopattini hanno raggiunto un plateau stabile intorno ai 25 milioni di noleggi annui.

La stabilizzazione della domanda si accompagna però a una contrazione dell’offerta che lascia poco spazio ai dubbi: il settore sta attraversando una fase di consolidamento. I numeri parlano chiaro: i servizi attivi sono scesi da 99 nel 2022 a 68 nel 2024, per arrivare a soli 62 nei primi mesi del 2025. Anche la copertura geografica si è ridotta, con circa 15 città capoluogo di provincia in meno che offrono il servizio rispetto al 2022.

La flotta di monopattini, dopo aver toccato i 42.000 veicoli nel 2024, è prevista in calo del 6% nel 2025. Tuttavia, non è tutto nero: le stime indicano una possibile ripresa del segmento con un incremento dei noleggi del 27%, segno che la domanda c’è ma il mercato sta selezionando gli operatori più efficienti e sostenibili.

Un settore che entra nella maturità – Come dicono gli analisti del rapporto, la fotografia scattata mostra un settore della mobilità condivisa che sta abbandonando la fase pionieristica ed espansiva per entrare in una dimensione di maggiore maturità e consolidamento. La crescita esplosiva degli anni passati lascia il posto a una razionalizzazione dei servizi, dove efficienza, qualità e integrazione con il trasporto pubblico diventano le parole chiave.

La competizione tra biciclette e monopattini racconta in realtà una storia più complessa: non si tratta di un vincitore e di un vinto, ma di due modalità di trasporto che stanno trovando ciascuna il proprio equilibrio di mercato. Le biciclette, soprattutto nella versione elettrica, si confermano come la soluzione più stabile e gradita agli utenti per spostamenti medio-brevi, favorite anche da una percezione di maggiore sicurezza. I monopattini, dopo l’euforia iniziale, stanno invece attraversando una fase di selezione naturale che lascia in campo solo gli operatori più strutturati.

Le sfide future – Durante la presentazione del 6 ottobre è emersa con chiarezza la necessità di guardare avanti, verso una mobilità sempre più integrata e sostenibile. Le città italiane devono ora lavorare per favorire l’intermodalità, creando sinergie tra sharing mobility e trasporto pubblico, come già avviene in Francia, e per garantire regole chiare che tutelino al contempo operatori, utenti e decoro urbano.

La vera partita si giocherà sulla capacità di questi servizi di diventare parte integrante del sistema di mobilità urbana, non più percepiti come una novità o un esperimento, ma come un pilastro stabile e affidabile per muoversi in città. I dati dimostrano che, soprattutto in alcune grandi città, gli italiani hanno abbracciato la sharing mobility: ora tocca alle istituzioni e agli operatori consolidare questo successo, trasformando la rivoluzione in normalità quotidiana.

I dati presentati fanno riferimento al 9° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility (2025), redatto dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Giancarlo Odoardi - Esperto promotore mobilità ciclistica (EPMC)
Visualizzazioni: 41
Se l'articolo ti è piaciuto scegli come condividerlo