EcomobExpo City e RethinkMob: il terzo giorno

Primo piano

Pescara, 8 giugno 2025 – La giornata conclusiva dello spazio convegno orgaizzati da RethinkMob, all’interno dell’ottava edizione di EcomobExpo City 2025, ha acceso i riflettori sul futuro della mobilità sostenibile, con particolare enfasi sul ruolo cruciale del cicloturismo e sulla necessità di ripensare l’organizzazione urbana per garantire maggiore sicurezza e vivibilità per tutti gli utenti della strada.

Gli interventi dell’ultima sessione hanno spaziato dall’innovazione tecnologica, come il retrofit dei veicoli per la conversione all’elettrico, auto solari e nuove tecnologie costruttive con l’uso di materiali compositi per alleggerire i mezzi, fino alle questioni più urgenti legate alle infrastrutture ciclabili e alla sicurezza stradale. Il dibattito si è concentrato prevalentemente sulle sfide pratiche e organizzative che il territorio, in particolare l’Abruzzo, deve affrontare per abbracciare pienamente la mobilità sostenibile.

Uno dei temi che ha tenuto banco, è stato il successo e il potenziale della Via Verde della Costa dei Trabocchi, spesso definita un “laboratorio a cielo aperto“, un tratto di 40 km, tra Ortona e San Salvo, che ha radicalmente cambiato la reputazione della zona, rendendo accessibili ambiti costieri precedentemente isolati dalla ferrovia, in grado di attirare un ampio pubblico, valorizzando non solo il paesaggio naturale (incluse 8 aree protette Rete Natura 2000), ma anche borghi, centri storici, e l’offerta enogastronomica locale. La più recente ricognizione ISNART sul cicloturismo, presentata durante il convegno, ha confermato l’attenzione nazionale e non solo riservata a questo tratto di costa abruzzese.

Bike to Coast, il progetto delal ciclovia che si estende da Martinsicuro a San Salvo, è stato riconosciuto come un asse portante. Per sfruttarne appieno il potenziale, è necessario creare una rete di “deviazioni strutturate, pensate, studiate” di collegamento della ciclovia principale ai borghi, cantine e luoghi di interesse nell’entroterra, fornendo informazioni dettagliate su percorsi e difficoltà. A tale riguardo, Carlo Ricci, Presidente del GAL Costa dei Trabocchi, ha messo in luce il notevole lavoro svolto sul territorio lungo il tratto più meridionale. Nello specifico, è stato evidenziato come a partire dalla Via verde della Costa dei Trabocchi siano stati identificati, mappati e segnalati ben 300 km di percorsi cicloturistici. Il lavoro della loro valorizzazione non si è limitato alla mera identificazione fisica, rendendo disponibili le tracce digitali scaricabili, ma sviluppando una preesistente rete di punti di informazione (16 in totale, di cui 6 specializzati nell’accoglienza dei cicloturisti) che ha collaborato alla rielaborazione continua di mappe e alla segnalazione di servizi essenziali lungo i tragitti, come punti d’acqua, punti di ricarica per e-bike e riserve naturali.

Una visione che quindi deve andare oltre la semplice pista ciclabile, immaginando un sistema integrato. L’obiettivo della inclusione della Ciclovia Adriatica, di cui Bike to Coast fa parte, nella rete europea EUROVELO, a cui sta lavorando  FIAB che è Centro di Coordinamento Nazionale in Italia, eleva ulteriormente l’importanza di un efficace raccordo tra le regioni interessate dall’infrastruttura europea, che si estende per 90.000 km e che rappresenta un catalogo di offerte di esperienze cicloturistiche particolarmente significativo.

Ma la mancanza di una governance chiara è stata identificata come uno dei principali ostacoli allo sviluppo. In diversi hanno sottolineato l’urgenza che la Regione Abruzzo adotti un piano per la mobilità sostenibile che includa un focus specifico sul cicloturismo e deleghi un ufficio o una struttura dedicata alla mobilità ciclistica. Nonostante esempi virtuosi di collaborazione tra enti pubblici, associazioni di categoria e ambientaliste, manca un tavolo di coordinamento permanente e decisionale che superi le sovrapposizioni burocratiche e le “gelosie” tra territori e attori. La rapidità con cui la Via Verde ha preso piede ha evidenziato le carenze nei servizi e nella manutenzione ordinaria e straordinaria, rendendo evidente la necessità di accelerare i processi decisionali e di investimento.

Tema cruciale dei lavori del pomeriggio è stata la sicurezza stradale, curato da Filippo Catania, coordinatore FIAB Abruzzo e Molise, e la necessità di un radicale cambio di modello organizzativo della mobilità urbana. Catania ha evidenziato che le collisioni (che lui preferisce chiamare così anziché incidenti, poiché spesso conseguenza di scelte e comportamenti) sono causate per l’85% dal fattore umano, influenzato dalla distrazione (sempre più presente con la tecnologia a bordo) e soprattutto dalla velocità. La soluzione proposta da FIAB e sostenuta da altri è stata la riduzione dei limiti di velocità, in particolare l’adozione diffusa delle zone 30 km/h nelle aree urbane. Questo limite, sperimentato con successo in diverse città europee (e in Italia, come ad esempio a Bologna e a Olbia), non compromette significativamente i tempi di percorrenza complessivi in città, ma aumenta enormemente la sicurezza per gli utenti vulnerabili della strada – pedoni e ciclisti – che sono fuori dal “guscio” protettivo dell’automobile. La vera sfida non è inventare un nuovo mezzo, ma cambiare il modo in cui ci spostiamo, riducendo il numero di veicoli privati in circolazione e dando priorità alla mobilità attiva e al trasporto collettivo. Questo si traduce necessariamente in una maggiore sicurezza e vivibilità per tutti.

In sintesi, l’ultima giornata di RethinkMob ha dipinto un quadro di grandi potenzialità per la mobilità sostenibile in Abruzzo, trainata dal cicloturismo e dalla valorizzazione territoriale attraverso infrastrutture come la Via Verde e Bike to Coast. Tuttavia, per trasformare questo potenziale in una realtà pienamente efficace e sicura, sono indispensabili un forte impegno politico, l’adozione di un piano strategico regionale, a partire dalla redazione del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, la creazione di una struttura di governance coordinata tra tutti gli attori e un cambiamento culturale che ponga la sicurezza e la sostenibilità al centro della pianificazione urbana e dei comportamenti individuali. La “palestra” della Costa dei Trabocchi può diventare il modello da replicare altrove in regione, a patto di affrontare con coraggio le sfide organizzative e di mindset emerse chiaramente dal dibattito.

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